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| Non c'è democrazia senza regole |
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di Mario Segni
Dispiace dirlo, e probabilmente col clima che regna in Italia nessuno lo dirà, ma nella brutta vicenda delle liste elettorali riammesse il presidente della Repubblica ha delle gravi responsabilità. Quel decreto non doveva essere firmato. E’ un decreto che viola un principio finora universalmente accettato, che le regole elettorali non possono essere modificate quando la partita è già iniziata, e meno che mai con effetto retroattivo. E’ una regola fondamentale di ogni democrazia, perché è posta a garanzia della regolarità del voto e dalla eguaglianza di tutti i partecipanti. Non rientra formalmente tra le norme costituzionali, ma può ad essa essere accostata perché attiene alla formazione degli organi istituzionali, e quindi alla parte più delicata del processo politico. E’ inutile nascondersi dietro a un dito: quella regola è stata infranta.
Nulla giustifica tutto questo. Certo le elezioni senza Formigoni in Lombardia avrebbero prodotto un risultato anomalo. Ma questi sono i problemi della democrazia. E’ la democrazia che per garantire uguaglianza, linearità, trasparenza, ha bisogno di regole, di procedure, di limiti. Il sistema autoritario non ne ha bisogno perché vige la volontà del più forte. Ma se si vuole veramente assicurare che tutti abbiano gli stessi diritti non c’è altro che dettare un sistema di regole precise e pretendere che siano rispettate. La rottura delle regole porta inevitabilmente al sopruso a vantaggio del prepotente e del più forte. E gli effetti di quello che è capitato ieri possono essere pericolosi. Se si è intervenuti a partita aperta, chi potrà impedire di rifare lo stesso a questa o ad un’altra maggioranza? E quali sono i limiti degli interventi? Come si potrà negare lo stesso favore ad altri candidati e ad altre liste?
Ancora più inaccettabile è che la tesi che questo serva a riparare altri soprusi. Si combatte la illegalità reprimendola, non commettendone un’altra. Se veramente Formigoni è stato vittima di irregolarità di terzi o, ancora peggio, di giudici, come ha dichiarato, (e può darsi che sia così) ha il dovere di denunciarlo pubblicamente, di pretendere dal Ministro della Giustizia che inizi la azione disciplinare e prenda i provvedimenti più severi, che si apra una inchiesta penale. Ma se non è vero vale per lui il principio che deve valere per tutti: le leggi vanno rispettate punto e basta, dal primo all’ultimo. Non è più uno Stato serio quello che permette a chi supera una percentuale di voti di infischiarsene delle leggi.
Ancora più offensivo è il modo in cui la vicenda è stata presentata all’opinione pubblica, usando farisaicamente il termine di “decreto interpretativo”. Qualunque studente di giurisprudenza sa che la interpretazione autentica è una legge che, come tutte le altre, modifica la situazione precedente, cambiando il significato di una norma senza toccarne il testo. Che il decreto di ieri cambi le cose è talmente chiaro che una lista esclusa viene riammessa. Se si riteneva necessario un provvedimento eccezionale sarebbe stato meglio, molto meglio, dirlo apertamente, assumersene le responsabilità, spiegare le ragioni per cui si derogava a principi sinora seguiti. Non sarei stato d’accordo, ma almeno il paese avrebbe potuto giudicare con chiarezza.
Non c’è democrazia senza legalità. In questi anni le offese alla legalità sono state molte, e un paese stanco e sfiduciato sembra assuefarsi. Per questo la funzione del Capo dello Stato è indispensabile. E per questo sono il primo ad essere grato a Napolitano per il rigore con cui tante volte ha difeso il funzionamento delle istituzioni. Ma proprio perché abbiamo bisogno del suo intervento negli anni futuri bisogna dire, con amarezza ma chiaramente, che questa volta è venuto meno al suo compito.
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| GIORGIO COSMACINI "TESTAMENTO BIOLOGICO" Il Mulino, Bologna 2010 |
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Domenica 7 febbraio il supplemento culturale de "Il Sole 24 Ore" segnalava, con la recensione a firma Gilberto Corbellino, questo utile libretto che porta il sottotitolo "Idee ed esperienze per una morte giusta" Campeggiava sulla pagina del quotidiano la vignetta pubblicata da "Le Monde" nel 2006, in occasione della morte di Pierluigi Welby, intitolata semplicemente "Pietà". Infatti un Cristo pietoso raccoglie il povero corpo di Welby finalmente liberato dai marchingegni (cannule, ventilatori, etcc.) che lo condannavano ad una vita che non riteneva dignitosa.
Nella pagina conclusiva del libretto che oggi segnaliamo (anzi nella "non conclusione", come l'autore intitola l'epilogo) si legge "Una legge limitativa, restrittiva, che conculca la validità di un testamento liberamente sottoscritto da persona dotata di piena capacità in vista di una futura incapacità, oltre a contraddire molti valori, ignora il dibattito scientifico, disattende l'appello degli addetti alle cure, non ascolta le sofferenze dei familiari, sposa una incultura che ha la presunzione di possedere il monopolio dei principi etici e religiosi".
E' un giudizio severo che l'autore esprime sulla proposta di legge, sul testamento biologico, recante la firma del senatore del Popolo delle Libertà Raffaele Calabrò e approvato dal Senato il 26 marzo dello scorso anno. Giorgio Cosmacini è un medico, oltre ad essere uno storico e un filosofo della medicina, che insegna Storia del pensiero medico nell'Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano. Non si tratta, perciò, di un sovversivo.
In cosa consiste la proposta del Senatore Calabrò? Si "prevede che il testamento biologico, da depositarsi in un registro notarile, non sia vincolante per il medico e che l'idratazione e la nutrizione artificiali siano considerate forme di sostegno vitale, non trattamenti sanitari, e pertanto non possono in alcun modo venire interrotte."
E questo giustificherebbe il giudizio negativo prima riportato? "La 'cultura del divieto' in Italia - afferma Cosmacini - (è) assai forte, come penalizza la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali umane ., così penalizza, all'altro estremo del vivere, le 'direttive anticipate' di trattamento nella forma in cui sono variamente ammesse negli Stati Uniti, in Canada e nell'Europa nordoccidentale, Regno Unito, Francia, Belgio, Paesi Bassi. In questi paesi il testamento biologico è una prassi consolidata e l'idratazione e la nutrizione artificiali sono considerati trattamenti sanitari, terapie di stretta competenza medica."
Ma cosa è il testamento biologico? "Il testamento esprime il diritto costituzionale del cittadino di rivendicare il rispetto della propria volontà, dichiarata anticipatamente nell'eventualità di non poterlo fare nel tempo del morire, di non essere sottoposto a trattamenti che si configurano, a suo avviso, come atti di accanimento terapeutico."
Ho definito utile il libretto perché chiarisce i termini della discussione sul testamento biologico il che contribuisce a spiegare che coloro che nutrono la ferma convinzione della sacralità e della inviolabilità della vita perché dono di Dio, non sono gli unici depositari dell'etica. (bl)
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di Mario Segni info@ilpatto.it
Voglio esprimere un plauso sincero al cardinal Bertone per le parole dette sulla cosiddetta rivolta degli immigrati: “C’è un grave problema che riguarda le condizioni di lavoro degli extracomunitari”. Ha ragione, ha pienamente ragione! Il fatto veramente scandaloso di questa triste vicenda è lo sfruttamento inumano di migliaia di extracomunitari.
Ricapitoliamo i fatti. A Rosarno arrivano ogni anno duemila extracomunitari per la raccolta dei mandarini. Lavorano in nero, lo stipendio è una miseria, vivono in situazioni inumane. Qualcosa li spinge alla rivolta: incendiano macchine, sfasciano vetrine. Il giorno dopo nasce una controrivolta, con cacce all’uomo spietate, in cui si riversa tutto o quasi il paese. Cose terribili, e chiunque abbia usato violenza, da una parte e dall’altra, deve essere punito. Ma diciamo la verità, è una guerra tra poveri, anzi è una guerra tra disperati. Gli africani spinti dalla miseria e dalla condizioni disumane; gli altri dalla disoccupazione, dall’abbandono.
Ma c’è qualcuno che non è stato spinto né dalla miseria né dalla disoccupazione: sono tutti quelli che sfruttano gli africani con stipendi di fame e condizioni inenarrabili. Molto spesso non si sono limitati ad approfittare della manodopera a costo misero: la hanno creata, favorita. Il “Corriere” di oggi parla di organizzazioni che hanno attirato gli extracomunitari con false promesse per creare una massa di lavoratori disperati e senza difesa. E non sempre si tratta di mafia o n’drangheta.
Ma è tanto difficile colpire questo? E’ “vox pubblica” che da anni, soprattutto nel sud, le grandi raccolte, dal pomodoro agli agrumi, vengano fatte così, che vi lavorino decine di migliaia di persone: e’ un fenomeno palese, non occulto. E’ impossibile combatterlo? O è legittimo il sospetto che si chiuda un occhio (o forse tutti e due) perché in fondo va bene a tutti, ai proprietari perché la raccolta si fa a buon prezzo, alla politica perché si scarica sui negri la crisi dell’agricoltura, qualche volta anche ai locali perché si tratta di lavori che non si vogliono più fare. C’è solo una categoria cui non va bene: gli sfruttati. Extracomunitari, sì, ma uomini come noi.
Ministro Maroni, lei ha detto che ci vuole più severità con gli immigrati. Probabilmente ha ragione. Ma non le sembra che prima di tutto ci voglia severità e giustizia con gli sfruttatori?
Mario Segni
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| ''C'erano una volta le primarie...'' |
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di Mario Segni info@ilpatto.it
"C'erano una volta le primarie. C'era un partito, che si chiamava partito democratico, che si era definito partito delle primarie, e che aveva solennemente dichiarato che le avrebbe fatte sempre, per il sindaco del più piccolo comunello e per la scelta del premier”. Ma quando Bersani diventò segretario del partito se ne dimenticò....Così, fra qualche decennio qualcuno, ammesso che se ne ricordi, potrebbe raccontare la storia di questi anni.
Perchè è vero che i quattro milioni di votanti alle primarie furono dichiarati una svolta storica, e forse lo sarebbero state se qualcuno non avesse buttato dalla finestra quei quattro milioni di schede.
E' vero che cinque anni fa furono fatte per le scorse regionali, e proprio grazie alle primarie Vendola vinse inaspettatamente per la candidatura e per la presidenza.
Ed è verissimo che solo due mesi fa l'elezione di Bersani col 60% di voti alle primarie fu salutata come un grandissimo segnale di democrazia, il segno di un partito aperto, non come quello del bieco Berlusconi che decide tutto dall'alto.
Ma adesso che ci sono le regionali le primarie sono state abolite?
Persino nella metà delle regioni in cui il PD non sa che pesci pigliare?
persino in Puglia dove Vendola, che aveva vinto le primarie di coalizione, viene defenestrato dal PD senza nemmeno consultare la base?
Che vergogna!
Spero che Vendola si ribelli e se non ottiene le primarie si candidi lo stesso anche a costo di far perdere la sua attuale maggioranza.
Caro Bersani, dammi retta: il centralismo democratico non è roba per te.
Capisco che in fondo al cuore ne abbiate un po’ di nostalgia, la storia è quella e non si cancella facilmente.
Ma ci vuole ben altro! Lascialo fare a Berlusconi, l'unico in grado di farlo e di vincerci sopra.
Se voi volete vincere avete solo la strada americana.
Guarda i democratici: hanno preso botte per decenni, poi hanno trovato Obama e stanno cambiando l'America.
Tu preferisci la alleanza con Casini? Chissà... Sì, forse becchereste qualche assessore in più.
Ma è difficile scaldare i cuori per fare Cuffaro ministro….
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| SI': IL POSSIBILE CONTRO IL PROBABILE |
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Ci siamo.
Ormai manca poco meno di una settimana ai referendum promossi dal comitato Guzzetta-Segni nei confronti della legge elettorale denominata dagli stessi inventori "porcata".
E' probabile che un'altra occasione per rimettere in movimento la situazione politica venga persa. E' probabile che anche stavolta non si riesca a dare una spinta decisa verso il superamento di questa eterna transizione alla II repubblica. E' probabile perché l'ostacolo del quorum è difficilmente superabile nel momento in cui alla crisi dell'istituto referendario, innescata da chi detiene il potere, si aggiunge la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni politiche, sfiducia che non distingue tra chi detiene il potere e chi lo sfida.
Il corpo elettorale ammonta a circa 50.342.000 di persone, per cui il quorum significa raggiungere almeno 25.171.000 elettori, ossia appena 5.457.000 meno di quelli che si sono recati a votare alle elezioni europee della settimana scorsa.
La dura realtà dei numeri rende improbabile il raggiungimento del quorum e, quindi, la vanificazione dei referendum.
Siamo soliti scommettere il possibile contro il probabile: è il destino degli antagonisti. Sotto agli occhi abbiamo l'esempio delle recenti elezioni iraniane ove vi è stata una grossa affluenza alle urne dopo la diserzione avvenuta alle precedenti consultazioni. La diserzione era dovuta alla volontà di delegittimare il regime di Teheran, mentre la grande affluenza voleva trasformare la delegittimazione verso il vecchio regime nella legittimazione dell'alternativa. In Iran vi è un certo Ahmadinejad che ha saputo dare coscienza politica ai propri avversari. In Italia gli avversari di coloro che detengono il potere sembrano affetti da assenza di coscienza politica.
Nonostante questo abbiamo il dovere di ricordare che l'iniziativa referendaria è un piccolo passo nella direzione giusta, è quel piccolo passo che la giurisprudenza della Corte Costituzionale ha permesso. Lamentarsi dicendo che in realtà il referendum non apre la strada al sistema elettorale bipartitico "amerikano" significa sostenere un'argomentazione sleale perché si sa benissimo che questo non si sarebbe potuto aspettare dall'esito referendario.
Quello che ci si può aspettare da questi referendum, invece, è 1) l'unica azione politica concreta messa in opera contro una legge elettorale denominata "porcata" dagli stessi ideatori; 2) la notevole riduzione, se non addirittura l'azzeramento, del valore del potenziale coalizionale da parte della Lega Nord, Italia dei Valori, dell'Unione di Centro e degli altri nano-partiti, oggi non presenti in Parlamento; 3) l'altrettanta riduzione del potere dell'oligarchia dei notabili nel designare i "nominandi". E' poco? Si, è poco, ma è meglio di niente.
(bl)
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| Tuesday, 16 June | | · | Editoriale del 13 giugnoi di A.Panebianco - Corriere della Sera |
| Wednesday, 13 May | | · | 13 maggio 1974 |
| Wednesday, 06 May | | · | Referendum: ''Facciamo chiarezza'' |
| Tuesday, 05 May | | · | Che differenza passa tra una velina e un principe-ballerino? |
| Wednesday, 22 April | | · | La fotografia del regime |
| Wednesday, 01 April | | · | LA STORIA SI PUO' RIPETERE |
| Friday, 27 March | | · | Perchè Pontida: |
| Tuesday, 27 January | | · | NON MOLLIAMO! |
| Tuesday, 30 December | | · | DIO È MORTO |
| Thursday, 06 November | | · | Gli Stati Uniti vivono un sogno, e noi con loro |
| Wednesday, 05 November | | · | Unite we stand! Go Obama! |
| Wednesday, 29 October | | · | DL Gelmini: sto con gli studenti! |
| Sunday, 26 October | | · | P.A. vecchia come Weber |
| Saturday, 25 October | | · | RIVOLUZIONISTI |
| Friday, 24 October | | · | Non solo scuola |
| Wednesday, 22 October | | · | Elezione di Frigo - FINALMENTE |
| Thursday, 16 October | | · | PRIMO CONVEGNO LAICO |
| Saturday, 11 October | | · | CARO AMICO TI SCRIVO..... |
| Friday, 10 October | | · | Porte chiuse a chi non vuol cambiare |
| Tuesday, 23 September | | · | Salvare Roma e salvare l'Italia |
| Tuesday, 09 September | | · | Concorso Internazionale di Musica Sacra |
| Wednesday, 30 July | | · | IRRIDUCIBILMENTE ESTRANEI |
| Saturday, 26 July | | · | Creare un economia stabile e duratura nei prossimi 10 anni |
| Wednesday, 23 July | | · | Comitato Referendum: la "cerimonia del cd" |
| Thursday, 03 July | | · | L’ITALIA SI APPRESTA A VIETARE LA CONSULENZA FINANZIARIA? |
| · | Sono Felice |
| Tuesday, 24 June | | · | PD-Assemblea nazionale cosa è successo |
| Sunday, 04 May | | · | Copy left |
| Tuesday, 22 April | | · | Ciao Giù! |
| Monday, 07 April | | · | Ma ci credereste che era il 16 dicembre?... E' ancora attualissimo!!! |
| Saturday, 05 April | | · | Se pensavate d'aver visto tutto... |
| Tuesday, 01 April | | · | Spudoratamente copiato da Beppe Grillo |
| · | POVERO MEZZOGIORNO, POVERA ITALIA! |
| Sunday, 30 March | | · | Le iniziative che meritano un complimento. |
| Friday, 28 March | | · | Voto |
| Friday, 21 March | | · | Roma - Municipio XVII: La sfida del governo di prossimità |
| · | Tibet, Cina e l’ipocrisia dell’Occidente. Europa e Stati Uniti, vergogna! |
| Thursday, 20 March | | · | Iniziativa europea, liberale e riformatrice: Tibet libero! |
| Tuesday, 18 March | | · | La mia vittoria più bella: gli amici! |
| · | Tre motivi per andare a votare alle prossime elezioni politiche |
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