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Legge elettorale: realtà a confronto.
Postato il Wednesday, 12 October @ 11:04:04 CEST di Fabio

Notizie dal portale dolla Scrive "Il Palazzo e la Piazza nella prima giornata sul voto al proporzionale

Interno 1
Prosegue davanti a Montecitorio il presidio degli ex referendari.
Un gazebo posizionato proprio davanti alla Camera dei Deputati con le insegne del Comitato Referendum maggioritario presidia la zona, estremo baluardo di quei 29 milioni e più di Italiani che con il proprio voto consentirono una piccola rivoluzione.
Mario Segni, assieme ad altri esponenti di quella stagione che aveva fatto sognare l’Italia e portato una ventata di novità, raccolgono firme affinché Ciampi intervenga rimandando la legge “canaglia” alle Camere qualora si dovesse giungere all’approvazione definitiva.
Tra i moltissimi cittadini che si avvicinano al tavolo per apporre la firma regna la rabbia per quanto sta accadendo. “C’è stato un referendum, che è stato vinto a larghissima maggioranza ed ora? La verità è che i nostri governanti non tengono in alcun conto l’opinione dei cittadini” esclama a gran voce una signora subito seguita da altri che rivolgendosi a Mario Segni chiedono “Cosa accadrà con questa legge? Cosa si può fare per evitare che passi? Possiamo raccogliere firme per un referendum che abroghi questa vera truffa ai nostri danni?”
Il padre del maggioritario spiega, raccoglie gli umori della piazza, le speranze deluse, ma insiste ed invita tutti alla mobilitazione, a ricreare quel grande movimento di opinione pubblica che sancì la fine di un’epoca e che oggi deve tornare a scuotere le coscienze.
Ciò che colpisce è che a differenza di quanto si ritenga i cittadini della Capitale siano ben edotti su sbarramenti, mancanza del voto di preferenza, ritorno ad una repubblica in cui il peso dei partiti ha una preponderanza determinante, rischi di una riedizione di una politica passata che si auspicava superata. Dopo 11 anni di maggioritario l’elettore si è infatti abituato a poter scegliere il proprio rappresentante e l’idea di tornare ad avere un parlamento di notabili scelti da una oligarchia non sorride ed entusiasma nessuno.
Il clima è comunque sereno, scende la sera e comincia a fare fresco ma l’afflusso di chi vuol firmare non si interrompe mentre in aula prosegue l’ostruzionismo dell’opposizione.

Interno 2

Alle 19.15 varco l’ingresso di Montecitorio per una “passeggiata” in Transatlantico. Obiettivo sentire e respirare l’aria all’interno del Palazzo. Il campanello avvisa che sono in corso votazioni con procedimento elettronico ma a vedere il numero di deputati fuori dall’Aula è immediatamente chiaro che il meccanismo dell’ostruzionismo posto in essere dall’opposizione funziona. Si susseguono infatti gli interventi dei parlamentari del centro sinistra a motivare il proprio no sull’emendamento in discussione. Il presidente Casini è inflessibile, un minuto a testa poi toglie la parola che passa ad un altro deputato, e via così. Votazioni dunque nessuna, almeno per il momento, quando manca poco più di un’ora alla conclusione della prima giornata dedicata alla legge elettorale. Elio Vito confabula con i suoi assistenti. La presenza è certamente quella delle giornate importanti, destinate a cambiare qualcosa. La Casa delle Libertà è certa della propria compattezza nonostante si orecchino commenti in merito alla validità di alcune votazioni e soprattutto voci di possibili franchi tiratori che facciano mancare il proprio consenso. Castagnetti si accomoda su uno dei divanetti ed attende. Livia Turco passeggia incollata al cellulare. Maccanico è sulla porta dell’Aula. Ruzzante, il deputato che vigila ed organizza i lavori d’aula per il gruppo dei DS esce dalla Buvette. Bobo Craxi nel cortile interno fuma una sigaretta. Diliberto e Cossutta rientrano nell’emiciclo dal quale esce invece il Ministro Martino. Sugli schermi posti alle estremità del Transatlantico scorrono gli interventi delle opposizioni. Il clima è quello delle grandi occasioni ma per il momento non sembra esserci ombra di colpi di scena. Tutto come dovrebbe, tutto come preventivato nel disegno del Presidente del Consiglio. E il dibattito prosegue.

Interno 3

I referendari smobilitano, la “veglia” si preannuncia lunga e dunque si risparmiano le forze per gli altri giorni che verranno. Passa il segretario dei giovani di Forza Italia, un passato da “radicale”. Non firma l’appello a Ciampi nonostante affermi che se fosse in Aula probabilmente non voterebbe questa legge. Già ma in Aula non c’è e solo un “impegno” assunto direttamente da Berlusconi potrà se mantenuto portarlo al seggio, sempre che gli equilibri di partito nella compilazione della lista bloccata lo consentano, sempre che vi sia chi tra gli uscenti sia disposto a sacrificare la propria “posizione” in lista per farlo entrare.
Una riflessione in conclusione: la legge proporzionale non faciliterà certo il ricambio generazionale all’interno della vita politica. Le rendite di posizione sono destinate ad avere sempre più peso e questo non è certo un bene."

 
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