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NON MOLLIAMO!
Postato il Tuesday, 27 January @ 08:16:12 CET di Fabio

L'Opinione di Beppi Lamedica Di delusioni ne abbiamo subite tante, in questi anni. Eppure continuiamo a non desistere, a non arrenderci e a non mollare. Siamo forse degli illusi, però solo insistendo si ottiene qualcosa. Ora c'è un appello promosso da personalità di provenienza più varia il che sembra prefigurare quel soggetto "di" liberali che inseguiamo da anni. E' promosso anche da Antonio Martino e da Umberto Veronesi: due grandi laici, cioè liberali. Mario Segni e Giuseppe Guzzetta - altri promotori - li seguo da quando nella primavera del 2007 hanno lanciato la campagna referendaria sulla legge elettorale. Ricordo che è stata una campagna che ha riscosso un grande successo soprattutto perché ha avuto un carattere trasversale. In fondo la nascita del Partito democratico e del futuro partito del Popolo per le libertà, oltre alle minicoalizioni delle ultime politiche sono conseguenze di quella vittoriosa campagna politica.

I partiti, con le elezioni anticipate della primavera scorsa, hanno, però, di fatto chiuso la bocca ai cittadini impedendo lo svolgimento del referendum già indetto e nominando i parlamentari. La normalizzazione è intesa sempre più in senso conservatore: occorre tutelare lo status quo. In fondo quanto sta accadendo alla commissione bicamerale della vigilanza sulla Rai è sintomatico dell'atteggiamento delle istituzioni nei confronti di qualsiasi comportamento imprevisto. Dicono che sia un argomento poco importante perchè ai cittadini non interesserebbe, ma la guerra che stanno facendo sembra indicare la loro volontà a non voler far interessare i cittadini su quella vicenda. Siamo alla vigilia del tracollo del regime?

L'appello che invitiamo a sottoscrivere lo riteniamo un primo atto di un processo che potrebbe sfociare nel soggetto "di" liberali affinché riformisti e riformatori possano avere uno strumento politico per permettere ai cittadini senza potere di far sentire la propria voce.

Notiamo, tra i promotori, l'assenza dei radicali di Pannella, noti ammiratori della democrazia americana. Siamo convinti che ci raggiungeranno e non si autoescluderanno. Occorre che il soggetto "di" liberali possa essere uno strumento sia per i radicali che per i moderati se si vuole, per la nostra Italia, una democrazia liberale. (bl)


 
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