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SI': IL POSSIBILE CONTRO IL PROBABILE
Postato il Tuesday, 16 June @ 09:44:10 CEST di Fabio

L'Opinione di Beppi Lamedica Ci siamo.
Ormai manca poco meno di una settimana ai referendum promossi dal comitato Guzzetta-Segni nei confronti della legge elettorale denominata dagli stessi inventori "porcata".

E' probabile che un'altra occasione per rimettere in movimento la situazione politica venga persa. E' probabile che anche stavolta non si riesca a dare una spinta decisa verso il superamento di questa eterna transizione alla II repubblica. E' probabile perché l'ostacolo del quorum è difficilmente superabile nel momento in cui alla crisi dell'istituto referendario, innescata da chi detiene il potere, si aggiunge la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni politiche, sfiducia che non distingue tra chi detiene il potere e chi lo sfida.

Il corpo elettorale ammonta a circa 50.342.000 di persone, per cui il quorum significa raggiungere almeno 25.171.000 elettori, ossia appena 5.457.000 meno di quelli che si sono recati a votare alle elezioni europee della settimana scorsa.

La dura realtà dei numeri rende improbabile il raggiungimento del quorum e, quindi, la vanificazione dei referendum.

Siamo soliti scommettere il possibile contro il probabile: è il destino degli antagonisti. Sotto agli occhi abbiamo l'esempio delle recenti elezioni iraniane ove vi è stata una grossa affluenza alle urne dopo la diserzione avvenuta alle precedenti consultazioni. La diserzione era dovuta alla volontà di delegittimare il regime di Teheran, mentre la grande affluenza voleva trasformare la delegittimazione verso il vecchio regime nella legittimazione dell'alternativa. In Iran vi è un certo Ahmadinejad che ha saputo dare coscienza politica ai propri avversari. In Italia gli avversari di coloro che detengono il potere sembrano affetti da assenza di coscienza politica.

Nonostante questo abbiamo il dovere di ricordare che l'iniziativa referendaria è un piccolo passo nella direzione giusta, è quel piccolo passo che la giurisprudenza della Corte Costituzionale ha permesso. Lamentarsi dicendo che in realtà il referendum non apre la strada al sistema elettorale bipartitico "amerikano" significa sostenere un'argomentazione sleale perché si sa benissimo che questo non si sarebbe potuto aspettare dall'esito referendario.

Quello che ci si può aspettare da questi referendum, invece, è 1) l'unica azione politica concreta messa in opera contro una legge elettorale denominata "porcata" dagli stessi ideatori; 2) la notevole riduzione, se non addirittura l'azzeramento, del valore del potenziale coalizionale da parte della Lega Nord, Italia dei Valori, dell'Unione di Centro e degli altri nano-partiti, oggi non presenti in Parlamento; 3) l'altrettanta riduzione del potere dell'oligarchia dei notabili nel designare i "nominandi". E' poco? Si, è poco, ma è meglio di niente.
(bl)

 
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