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Evviva il bipolarismo
Postato il Friday, 03 June @ 11:28:14 CEST di fabio

Un punto di vista Mario Segni di Mario Segni

C’è una cosa che non è stata detta sulle elezioni di domenica scorsa, e che io invece voglio dire, anzi voglio urlare a gran voce: ha vinto il bipolarismo. Ed è stata una vittoria enorme, rendiamocene conto.

Per anni siamo stati inseguiti dall’accusa di aver creato noi Berlusconi, di aver determinato il suo successo, e soprattutto di avere creato un sistema, il maggioritario, in cui un vincitore abile e spregiudicato come Berlusconi si prende tutto e non perde più. Insomma di avere posto tutte le condizioni per un vero e proprio sistema autoritario. Ebbene domenica è stato dimostrato il contrario. Dopo anni di infatuazione gli italiani si sono stancati di Berlusconi, hanno ritenuto inaccettabile quello che prima invece non li toccava, ed hanno espresso una volontà di cambiamento. Questo è stato il significato del voto, uniforme da nord a sud, da Napoli a Milano. Poiché era stato trasformato in un test nazionale gli italiani hanno detto: vogliamo cambiare.

Ebbene, grazie al maggioritario e alla benedetta regola dell’elezione diretta del sindaco questa volontà di cambiamento ha assunto una forza enorme: Pisapia al posto della Moratti, De Magistris a Napoli. Pensate cosa sarebbe successo col vecchio sistema: a Milano il PDL si sarebbe riconfermato primo partito, avrebbe preteso la poltrona del sindaco, si sarebbero iniziate consultazioni che sarebbero durate settimane o mesi e alla fine probabilmente sarebbe rimasto tutto come è in barba ai cittadini. Ma adesso tutto questo non è più possibile. C’è uno che vince e uno che perde. Se chi perde è l’uscente si cambia.
Nessun sistema come il maggioritario spinge al cambiamento, all’alternanza.
Nessun sistema è meno conservatore.
E nonostante le dicerie dei politici questo sistema piace.
Attenzione, proprio per questo prevedo controffensive.
Poiché nessuno vuole andare a casa ci sarà una offensiva proporzionalista, un tentativo di tornare indietro.
Ma noi combatteremo. Nel frattempo godiamoci una pagina positiva. E il 12 forse ce ne sarà un’altra: i referendum raggiungeranno il quorum, e se avverrà un istituto prezioso che sembrava estinto avrà nuova vita.

Mario Segni


 
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