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LETTERA AGLI AMICI E AI COMPAGNI
Postato il Tuesday, 20 March @ 10:55:43 CET di Fabio

L'Opinione di Beppi Lamedica Cari amici e cari compagni, verso metà dello scorso ottobre constatavo che il regime postfascista ha ancora le tossine del regime totalitario fascista in quanto per i totalitari non esistono avversari ma solo nemici da istruggere. L’antiberlusconismo, perciò, non è l’antidoto al regime partitocratico, ma ne è un elemento essenziale per la sua perpetuazione.
Aggiungevo che quello che occorreva era altro, ossia un soggetto politico riformatore di liberali e di democratici che rilanci con il laicismo, le riforme per le libertà politiche, civili e sociali. In pratica: a) il rilancio dell’alternativa presidenzialista, federalista, maggioritaria, anglosassone, b) il rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del lavoro e dell’impresa, c) il rilancio delle lotte antiproibizioniste non solo sulla droga, ma anche sulla libertà terapeutica e di ricerca scientifica.
Sono trascorsi vent’anni da quando “Mani pulite” ha contribuito a costruire la favola della II repubblica. Proprio vent’anni fa Giuliano Amato, da Presidente del Consiglio, confessava la somiglianza, se non proprio la continuità, tra il regime di Mussolini e il regime postfascista. Diceva Amato che la repubblica antifascista aveva declinato al plurale (i partiti) il regime che Mussolini aveva declinato al singolare (il PNF). E qui occorre una precisazione sul termine “regime” che ha generalmente un connotato negativo, mentre io lo uso nel suo significato tecnico, come ha spiegato Angelo Panebianco rifacendosi ad un classico della scienza politica del 1950 (Lasswell H. e Kaplan A. “Potere e società” Il Mulino, Bologna 1997). Per “regime” si intende la combinazione di istituzioni politiche e di valori che giustificano l’esercizio dell’autorità.
Il regime di Mussolini giustificava l’autorità con i valori del fascismo e li combinava con lo strumento Partito Nazionale Fascista che, ad un tempo, faceva da tramite e da direzione dei gruppi e degli individui della società civile. Il regime postfascista, a propria volta, giustifica l’autorità con i valori dell’antifascismo e li combina con lo strumento del pluripartitismo parlamentare che, allo stesso tempo, fa da tramite e da direzione dei gruppi e degli individui della società civile. Di qui la qualifica di regime partitocratico.
Questo regime non può essere assimilato alla democrazia dei partiti” perché in questo ultimo la cultura liberale dà forma alla democrazia, mentre il regime partitocratico, pur essendo un regime democratico, è pervaso da una cultura aliberale se non proprio anti liberale. La prevalenza del socialismo marxista e della cultura cristiano sociale sulla cultura liberale è evidente nella Costituzione repubblicana entrata in vigore il 1 gennaio 1948. I valori dell’antifascismo oggi sono incardinati nelle istituzioni e soprattutto nella visione del consociativismo che fa partecipare al potere, in vari modi, il pluripartitismo parlamentare – anche delegando ad alcuni partiti il ruolo di “oppositori” che vogliono apparire “nemici” più che “avversari” del governo – , relegando gli antagonisti in un ruolo marginale. La fase che il regime sta attraversando, con il governo presieduto dal prof. Monti, non può essere considerata come una netta svolta rispetto al passato. Infatti il pluripartitismo parlamentare (PdL, PD, Terzo polo, Lega e IdV), che ha prodotto legittimamente e legalmente il governo c.d. tecnico” (altra favola: i governi sono sempre politici), sta producendo una serie di proposte di riforme istituzionali e costituzionali, sulle quali ci sarebbe un accordo di massima almeno da parte della maggioranza di governo; riforme che dovrebbero rendere opportuno o il rinvio delle elezioni politiche o il protrarsi dell’attuale formula consociativa anche a dopo il 2013: la partitocrazia è in crisi ed ha bisogno di tempo. (En passant: la cosa stupefacente è che anche l’alternativa al regime ha bisogno, purtroppo, di tempo, di qui la coincidenza della priorità individuata nell’emergenza finanziaria ed economica come indicata dalle autorità dell’Unione Europea).
Il pluralismo partitico parlamentare, cioè la artitocrazia, ha un progetto politico, per arginare la crisi del regime in atto, che può essere suddiviso in tre filoni: a) il rafforzamento del potere dei partiti con il sistema elettorale proporzionale; b) la restaurazione della concertazione con le corporazioni travestita da un’apparente la lotta ai privilegi, richiesta dal rigore finanziario prescritto dalle autorità dell’Unione Europea; c) l’oscuramento dei cosiddetti “temi eticamente sensibili” per ingraziarsi il potere, anche finanziario, del Vaticano.
Dicevo che in regime partitocratico gli antagonisti sono ridotti ad un ruolo marginale. Anzi durante il regime di Mussolini i fuoriusciti erano sostanzialmente banditi. Oggi non c’è la necessità del “fuoriuscitismo” perché la sofisticazione dei mezzi per silenziare gli antagonisti ha raggiunto una tale perfezione per cui l’antagonista, anche se urla, “emette silenzio”. Oggi l’antagonista è altrettanto bandito ed è un fuoriuscito in patria.
Oggi l’antagonista deve operare per costituire un soggetto riformatore di liberali e di democratici per a) il rilancio dell’alternativa presidenzialista, federalista, maggioritaria, anglosassone, b) il rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del lavoro e dell’impresa, c) il rilancio delle lotte antiproibizioniste non solo sulla droga, ma anche sulla libertà terapeutica e di ricerca scientifica.
Per evitare che la crisi del regime travolga anche i deboli e possa, nel contempo, diventare l’occasione per la trasformazione della democrazia partitocratica in una democrazia liberale è necessaria la presenza di un efficace soggetto politico per i cittadini senza potere. Le condizioni per il raggiungimento di questo obiettivo oggi non sono favorevoli, ma occorre impegnarsi per crearle.
La legalità è il migliore scudo dei deboli ed è il terreno di cultura per la nascita di un soggetto politico riformatore di liberali e di democratici che rilanci con il laicismo, le riforme per le libertà politiche, civili e sociali : di qui l’impegno, anche di piccoli gruppi di cittadini, per il rispetto delle leggi soprattutto da parte delle autorità.
Le iniziative nonviolente di Marco Pannella (amnistia per la Repubblica) sono utili perché fanno avanzare il progetto antagonista di un piccolo passo nella direzione giusta. (bl)

 
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