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Moody's, rating, l'oroscopo e Wiki
Postato il Friday, 13 July @ 12:41:04 CEST di Fabio

L'Opinione di Fabio John Moody nacque nel 1868 (tre anni dopo l’assassinio di Abramo Lincoln) a Jersey City nel New Jersey, zona molto ambita e desiderata da tanti giovani dell’epoca che vedevano l’America come fosse la terra promessa.

Luoghi incantevoli e già al tempo agiati, a pochi passi da quel borgo definito uno dei 5 migliori posti per vivere dal New Jersey magazine, successivamente chiamato Lincoln Park. Alle spalle il fiume Hudson completa una meravigliosa cornice che vede l’isola di Manhattan all’orizzonte.

In quella zona è inevitabile l’influenza della vicina New York e in quei tempi già si percepiva che i tempi stavano cambiando.

John Moody ebbe la fortuna di crescere sotto l’influenza delle politiche linconliane, continuate anche dal moderatismo del suo sucessore Andrew Johnson e ancora da l’evolversi veloce dell’economia in pieno boom proprio a causa di un crescente fenomeno di immigrazione verso la vicina New York.

John Moody si formò culturalmente in un periodo particolare per l’America e il fatto che fosse da poco uscita dalle guerre di secessione non fu certo di aiuto per capire come uscire dalle crisi economiche, in quanto la ripresa nel dopo guerra viene gestita inevitabilmente in modo diverso che dalle riprese economiche in tempo di pace.

John Moody era un giornalista.

Un giornalista che scriveva per vivere, un giornalista che doveva raccontare i fatti quotidiani che si susseguivano nella terra dei miracoli, dove tutti arrivavano per trovare lavoro, dove la gente disperata trovava conforto, dove le cose andavano anche male, ma certamente molto meno male che in altre.

Da giornalista si occupava di economia, ovviamente doveva essere fortemente influenzato dagli ambienti finanziari di quel far west senza scrupoli, dove arricchirsi era sinonimo di controllo del potere.

Dopo un insignificante momento di crollo (definito mini crash finanziario) John Moody prese la palla al balzo: capì che i ricchi investitori erano spesso delle “galline credulone” più attenti agli oroscopi e alle credenze popolari che al vero andamento di borsa, capì anche che bastava raccontare agli investitori cosa era meglio fare per vederli correre ai “ripari” secondo dettami della carta stampata, capì quanto potere poteva avere lui solo con una penna in mano e capì che poteva sfruttare questo gioco a suo favore.
John Moody pubblicò, nel 1900, il Manual of industrial securities (una specie di prontuario per giovani marmotte dove le cose ovvie vengono messe in fila come fossero dei punti cardine su cui non scostarsi mai).
Nel 1909, visti gli effetti “devastanti” del suo “taccuino” pensò bene di dare vita alla “più grossa porcata mai inventata”: Moody’s. All’inizio Moody’s si limitava ad analizzare gli andamenti finanziari, ma sull’onda dell’entusiasmo, nello stesso 1909 cominciò ad assegnare valutazioni alle obbligazioni emesse dalle imprese ferroviarie degli Stati Uniti.
E’ come se oggi ci mettessimo ad analizzare le imprese italiane alla deriva per poi valutare, con tanto di voto in pagella, gli sprechi dello Stato (vi ricorda niente?)

Pochi anni prima, a soli 500 km di distanza (distanza irrisoria per l’America) a Dearborn il 16 giugno 1903 venne fondata la Ford. In poco tempo il fordismo diventò il simbolo del sistema industriale, della ripresa economica e del capitalismo.

Di certo John Moody non si lasciò scappare l’opportunità e di fronte ai cambiamenti seppe cavalcare le onde e i canali giusti per far diventare Moody’s ciò che diventò davvero: “una fonte di verità assoluta”.

Se oggi Santoro o Vespa aprissero un’agenzia che dovesse dare i voti sulla trasparenza e gli andamenti economici delle industrie mondiali, avrebbero un minimo di seguito? Ma quanto durerebbe la loro agenzia? Sono convinto che prima di farsi 2 risate, il popolo italiano li manderebbe a quel paese.

Moody’s invece riuscì nell’intento, certo era agevolato dai tempi e dall’ignoranza delle masse.

Oggi Moody’s è quotato in borsa, gli andamenti delle quotazioni di Moody’s sono valutate da Moody’s, da Standard & Poor's, e da altre sorelle gemelle minori in affari ma solide alleate. Il primo azionista di Moody's, con una porzione maggiore del capitale, risulta Warren Buffett con il suo fondo Berkshire Hathaway. Successivamente compaiono in ordine Capital World Investiment (con il 12,60%), ValueAct Capital, T. Rowe, Vanguard, State Street eBlackRock.
Gli andamenti di questi investitori sono valutati da Moody’s, da Standard & Poor's, e dalle stesse altre sorelle alleate.
Alcuni critici hanno evidenziato come Moody's, alla pari di altre agenzie, venga pagata dalle stesse società su cui è chiamata a esprimere giudizi di redimibilità. Allo stesso modo le banche e i gruppi finanziari investitori, i fondi privati, nelle agenzie si servono degli stessi rating con cui acquistano prodotti finanziari sul mercato.
Solo questo dovrebbe far pensare che la credibilità di Moody’s, di Standard & Poor's, di Fitch Ratings, di A.M. Best ecc. dovrebbe essere pari a zero, se non addirittura controproducente. Invece no! Gli oroscopi di Moody’s vanno per la maggiore e quando Moody’s pensa di dare un bel 5 a “Tizio’s” ecco che “Tizio’s” si ritrova in un mare di guai, gli investitori svendono e scappano in favore di “Caio’s”.
Che le valutazioni del mago Otelma siano più attendibili di Moody’s lo testimonia il fatto che l'agenzia Moody's ha dato un rating di massima affidabilità, tripla A, alla Banca Lehman Brothers, fino a poco tempo prima della bancarotta, malgrado l'amministratore della banca Richard Fuld avesse da tempo presentato dei falsi bilanci e malgrado si sapesse che negli ultimi dieci anni aveva versato 300 mila dollari a deputati e senatori del congresso americano per corromperli.
Vorrei tanto sapere chi ha ancora il coraggio di dar credito alle valutazione di queste agenzie che palesemente fanno i propri interessi a scapito di economie di interi Stati.
Che a valutare l’andamento e la credibilità d’Italia sia un’agenzia che ha toppato clamorosamente e forse anche in cattiva fede è come se volessimo chiedere a Calderoli di scrivere la nuova legge elettorale perché quella che aveva scritto lui era una porcata.
Sta di fatto che l'agenzia di rating Moody's e Standard & Poor's, sono sotto inchiesta per aver manipolato il mercato con dati falsi sui titoli tossici: quei titoli che non vorrebbe nessuno.

Io penso che potremmo vivere anche senza agenzie di rating, non è assolutamente necessario che ci sia qualcuno che mi da i voti, tanto nei nostri tempi la tecnologia è talmente avanti che potremmo valutare da soli, a gratis, ciò che le agenzie ci valutano con laudi compensi.

Se dovessimo tagliare qualcosa, io comincerei da loro!

(le informazioni di quanto ho scritto sono tratte da Wikipedia, è un’enciclopedia libera, open source, continuamente aggiornata e ritengo sia la più autorevole e usata al mondo, di sicuro non è valutata da Moody’s)


 
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