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Stringiamo un Patto: Politica

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Appello ai parlamentari
Politica Appello ai parlamentari trevigiani: non votate la nuova legge elettorale con le preferenze.

Siamo tra coloro che ritengono la legge elettorale (il “porcellum”) attualmente in vigore per l’elezione del Parlamento la peggiore che l’Italia abbia conosciuto, ma riteniamo anche che la sua modifica non possa né corrispondere agli interessi elettorali delle forze attualmente presenti, o maggioritarie, alla Camera ed al Senato né riproporci modelli che già in passato si sono dimostrati fallimentari ed oggi rischiano di esserlo ancora di più.

Ricordiamo, in primo luogo, come sia del tutto inopportuno modificare la legge elettorale nella imminenza delle elezioni. Consideriamo del tutto sensata la regola secondo la quale quando manca meno di un anno dalle elezioni è sconsigliato cambiare la legge elettorale perché le modifiche rischierebbero di favorire le forze politiche già consolidate e di creare maggiori difficoltà per eventuali nuove forze politiche che si affaccino per la prima volta alla competizione politica. L’Unione Europea ha con nettezza richiesto che le modifiche alla legge elettorale non vengano approvate nell’imminenza delle elezioni.

Riteniamo, inoltre, che sia particolarmente pericolosa la proposta di riforma della legge elettorale approvata in commissione al Senato della Repubblica perché essa si caratterizza principalmente per la reintroduzione delle preferenze, contrabbandata come strumento attraverso cui gli elettori sceglierebbero i loro rappresentanti in Parlamento.

Noi sappiamo, invece, che proprio le preferenze sono uno degli aspetti della vita politica e del meccanismo elettorale su cui maggiormente si concentra il malaffare, come dimostrano ampiamente le vicende sotto gli occhi di tutti in questi giorni, con la compravendita proprio delle preferenze per l’elezione al Consiglio Regionale della Lombardia.

Se all’inizio degli anni ’90, quando gli Italiani approvarono i referendum prima per la riduzione del numero delle preferenze e poi per l’introduzione dei collegi uninominali, il fenomeno della compravendita di voti sembrava riguardare solo alcune zone del nostro Paese oggi è chiaro che nessuna parte d’Italia può ritenersi al sicuro rispetto al fenomeno della “raccolta” delle preferenze da parte della malavita organizzata.

Pensiamo che la vera scelta dei rappresentanti dei cittadini in Parlamento si compia attraverso i collegi uninominali di 100.000 abitanti che garantiscono la conoscenza dei candidati da parte degli elettori ed in cui comprare i 30.000-40.000-50.000 voti necessari per essere eletti è ben più difficile che procurarsi 2.000 preferenze attraverso la ‘ndrangheta! Il ritorno alle preferenze sarebbe un’offesa all’intelligenza degli Italiani! Chiediamo ai parlamentari trevigiani di non votare la proposta di riforma approvata in commissione al Senato ed invitiamo chi condivide questo appello a segnalarcelo con una e-mail ad uno dei seguenti
indirizzi: gigi_2006@hotmail.it, adams@libero.it, brunomartellone@hotmail.it.

Luigi Calesso, Beppi Lamedica, Bruno Martellone

Postato da fabio il Friday, 19 October @ 11:37:12 CEST (819 letture)
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109 Costituzionalisti per il SI all'ammissibilità
Politica Mario Segni di Mario Segni

Carissimi,

109 costituzionalisti italiani, cioè la quasi totalità dei professori di questa materia, hanno sottoscritto l'appello che Vi allego.

Tra essi vi sono due ex Presidenti della Corte, cioè Onida e Zagrebewskj, e molti altri notissimi nomi come Barbera, Bassanini, Cheli, Guzzetta. Nell'appello si afferma che "auspichiamo che la Corte decida per la ammissibilità". I giornali di questi giorni dicono invece che sarebbe stata già decisa la bocciatura. Ma come spiegheranno i quindici giudici le ragioni della bocciatura visto che quasi tutto il mondo costituzionalistico italiano ritiene i quesiti accoglibili?"

Mario Segni

Il Comitato referendario per i collegi uninominali ha diffuso un appello, promosso da Andrea Morrone, sottoscritto finora da 109 costituzionalisti.

L’appello, auspicando che il referendum sia ammesso dalla Corte costituzionale, esprime il convincimento che, grazie alla decisione di ammissibilità, l’iniziativa referendaria continui a svolgere la funzione di pungolo per il varo di una nuova legge elettorale, nel solco dei quesiti sottoscritti da un milione e duecentomila cittadini.

I quesiti referendari, se ammessi dalla Corte costituzionale, potranno aiutare le forze parlamentari impegnate nel delicato sostegno al governo Monti a realizzare gli obiettivi indicati dal Capo dello Stato.

Il testo:

“All’inizio della campagna referendaria, molti di noi lanciarono un appello ai cittadini, perché appoggiassero una iniziativa che costituiva una “occasione imperdibile per ridare base e senso al nostro sistema politico, stimolando il Parlamento a compiere il suo dovere di dotare l’Italia di una legge elettorale all’altezza della Costituzione e della dignità del popolo italiano”. Adesso che la raccolta delle firme ha avuto un così ampio successo, ci rivolgiamo ai gruppi parlamentari e ai partiti perché affrontino immediatamente il problema, utilizzando al massimo l’ultima parte della legislatura. L'iniziativa referendaria ha già svolto un compito importante, riaprendo un tema che sembrava chiuso e riproponendo alla coscienza popolare il rischio di votare, per la terza volta, con un sistema che calpesta fondamentali principi della Costituzione. Il referendum – se ammesso, come auspichiamo, dalla Corte costituzionale - non solo non interferirà con la attività di governo ma, anzi, potrà aiutare i gruppi parlamentari nello sforzo per fronteggiare la grave crisi economica e finanziaria. Il referendum, infatti, potrà diventare nei prossimi mesi non solo uno stimolo, sempre più forte, per affrontare le tematiche istituzionali auspicate dal Presidente della Repubblica accompagnando le misure di risanamento e di rilancio dello sviluppo, ma potrà, altresì, evitare lacerazioni fra i gruppi parlamentari impegnati in una così importante e delicata missione per il Paese. Al di là di aspetti che il Parlamento potrà sempre correggere, il ritorno alle "leggi Mattarella" potrebbe contribuire a ricostituire, attraverso i collegi uninominali, un rapporto più diretto fra parlamentari ed elettori e potrà evitare, pur in un quadro tendenzialmente maggioritario, la formazione di coalizioni rissose, fragili ed eterogenee, artificiosamente tenute insieme dalla conquista di un premio di maggioranza a livello nazionale. Sarebbe una sciagura se - nonostante la condanna, ormai generale, dell’attuale sistema elettorale - l’inerzia e gli interessi di parte impedissero nuovamente al Parlamento di intervenire. Ma poiché questo pericolo esiste realmente, e lo sarebbe ancora di più senza lo stimolo referendario, invitiamo i partiti ad assumersi tutte le responsabilità e a lavorare immediatamente attorno a questo problema alla ripresa dei lavori parlamentari.”

Hanno finora aderito :

Vittorio Angiolini, Luca Antonini, Adele Anzon, Paolo Armaroli, Enzo Balboni, Vincenzo Baldini, Augusto Barbera, Franco Bassanini, Ernesto Bettinelli, Raffaele Bifulco, Roberto Bin, Giuditta Brunelli, Maria Agostina Cabiddu, Marina Calamo Specchia, Licia Califano, Paolo Caretti, Agatino Cariola, Massimo Carli, Emilio Castorina, Elisabetta Catelani, Paolo Cavaleri, Alfonso Celotto, Ginevra Cerrina Feroni, Enzo Cheli, Omar Chessa, Lorenzo Chieffi, Anna Chimenti, Pietro Ciarlo, Giovanni Cordini, Pasquale Costanzo, Antonio D'Aloia, Marilisa D’Amico, Luigi D’Andrea, Gian Candido De Martin, Gianmario Demuro, Giuseppe de Vergottini, Giovanni Di Cosimo, Alfonso Di Giovine, Giampiero Di Plinio, Guerino D’Ignazio, Filippo Donati, Damiano Florenzano, Tommaso Edoardo Frosini, Carlo Fusaro, Silvio Gambino, Paolo Giangaspero, Adriano Giovannelli, Tommaso Francesco Giupponi, Stefano Grassi, Enrico Grosso, Riccardo Guastini, Giovanni Guzzetta, Armando Lamberti, Sergio Lariccia, Aldo Loiodice, Isabella Loiodice, Nicola Lupo, Jörg Luther, Elena Malfatti, Alessandro Mangia, Stelio Mangiameli, Andrea Manzella, Angelo Mattioni, Luca Mezzetti, Roberto Miccù, Andrea Morrone, Giovanni Moschella, Ida Nicotra, Nicola, Occhiocupo, Maurizio Oliviero, Valerio Onida, Maurizio Pedrazza Gorlero, Roberto Pinardi, Cesare Pinelli, Ferdinando Pinto, Andrea Piraino, Alessandro Pizzorusso, Anna Maria Poggi, Fabrizio Politi, Salvatore Prisco, Andrea Pugiotto, Margherita Raveraira, Saverio Francesco Regasto, Antonio Reposo, Paolo Ridola, Francesco Rigano, Angelo Rinella, Raffaele Guido Rodio, Giancarlo Rolla, Roberto Romboli, Claudio Rossano, Emanuele Rossi, Antonio Ruggeri, Antonio Saitta, Carmela Salazar, Roberto Scarciglia, Stefano Sicardi, Andrea Simoncini, Antonino Spadaro, Sandro Staiano, Rolando Tarchi, Vincenzo Tondi della Mura, Roberto Toniatti, Alessandro Torre, Giuseppe Verde, Lorenza Violini, Gustavo Zagrebelsky, Nicolò Zanon, Antonio Zorzi Giustiniani.
Postato da fabio il Monday, 09 January @ 15:32:55 CET (1494 letture)
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1.210.873 VOLTE GRAZIE!
Politica Mario Segni di Mario Segni

Cari amici, questa è una lettera di ringraziamento.
Quando a luglio vi ho scritto chiedendovi aiuto, dicendo che stava per iniziare una nuova campagna referendaria, non immaginavo la risposta che voi tutti mi avreste dato, e tanto meno immaginavo la risposta corale che sarebbe venuta dagli italiani.
E’ stata una galoppata entusiasmante, un fatto imprevedibile e mai visto. Un milione e duecento mila firme (e in realtà di più data la impossibilità di raccoglierle negli ultimi giorni) sono state raccolte in meno di un mese, dato che la raccolta è iniziata in realtà ai primi di settembre.

Tutto questo ha rivelato una straordinaria voglia di cambiamento degli italiani.
Di cambiare la legge elettorale innanzitutto, dato che è ormai insopportabile l’immagine del Parlamento nominato invece che eletto.
Ma non c’è solo questo.
Chi veniva ai banchi voleva riprendersi uno strumento che la “casta” gli aveva tolto, il diritto di scelta del parlamentare.
Ma voleva riprenderselo, e spesso lo diceva, per mandare a casa una classe dirigente che ormai non è in grado di governare l’Italia.
Quindi non c’è solo voglia di cambiare una legge elettorale ignobile; c’è voglia di cambiare la classe politica.

Per adesso posiamo dire che l’effetto è stato enorme. Abbiamo cambiato l’agenda politica. Il ritorno all’indietro, che sembrava inarrestabile, è stato bloccato e l’Italia ha ripreso una marcia verso il bipolarismo.
Oggi tutti, persino quelli che l’hanno fatta, dicono che il “porcellum” è inutile, che dobbiamo sbarazzarcene al più presto.
Naturalmente i trabocchetti saranno moltissimi, le trappole infinite.
Ma abbiamo ripreso il cammino.
Naturalmente oltre una rivoluzione istituzionale, che abbiamo messo in moto, ci vorrebbe una rivoluzione politica.
L’Italia avrebbe bisogno di veder nascere qualcosa di nuovo.
Ma qui mi fermo, perché come possa nascere quella novità che tanti aspettano non è chiaro a nessuno.
Un attimo di riflessione. Intanto un grande passo l’abbiamo fatto.

Mario Segni

Postato da fabio il Tuesday, 11 October @ 10:43:32 CEST (1049 letture)
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Referendum alle battute finali: un ultimo sforzo!
Politica Due settimane e mezzo alla fine della campagna referendaria. Ce la faremo?
Ancora è impossibile dirlo. Siamo vicini al traguardo, non c’è dubbio, ma la velocità di questi ultimi giorni impedisce conteggi precisi. Pensiamo piuttosto a quello che possiamo fare per tagliare il mitico traguardo.

Ovviamente se non lo hai ancora fatto firma (se sei d’accordo naturalmente). Lo si può fare in tutti i comuni e le circoscrizioni, e in molte città nei tavoli preparati ad hoc. Non siamo in grado di pubblicizzare su tutto il territorio i luoghi dove si può firmare.
Guarda il sito www.referendumelettorale.org, molti sono lì.

Fai campagna presso tutti quelli che conosci perché firmino e spiega a tutti di che cosa si tratta, ricordando sempre che questo è il referendum contro il parlamento dei nominati, contro la vergogna nazionale della lista bloccata. Il referendum gode di un grande consenso, ma molti non sono informati. Aiutaci a farlo conoscere. Se conosci qualche consigliere comunale o provinciale o sindaco che vuole raccogliere firme mettilo immediatamente in contatto con noi. Puoi scrivermi a msegni@tin.it. Queste sono infatti le categorie che possono raccogliere direttamente le firme, possono autenticarle.
E’ un aiuto prezioso.
Insomma, ti chiedo l’ultimo sforzo.
Ne vale la pena. Mario Segni

Postato da fabio il Wednesday, 14 September @ 11:56:22 CEST (1053 letture)
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Rimedi politici ad una crisi che è soprattutto politica
Politica Mario Segni di Mario Segni

Quando abbiamo lanciato la campagna referendaria per la abrogazione del porcellum e il ripristino del collegio uninominale, ho sentito, accanto a molti incoraggiamenti e adesioni, una perplessità che si riassumeva in una domanda: ma in un momento così tragico, mentre l’Italia e il mondo vivono una crisi economica e finanziaria senza pari con prospettive paurose, è giusto imbarcarsi una campagna bella, giusta sin che si vuole, ma del tutto lontana dai problemi angosciosi che ormai toccano qualunque cittadino.
Ne vale la pena? E’ una domanda sensata, e proprio per questo merita una risposta.
E non ho dubbi: la risposta è sì.
Intendiamoci, nessuno di noi è così pazzo da pensare che una vittoria referendaria calmerebbe i mercati.
Ma a parte l’ovvia considerazione che un Parlamento autorevole rafforzerebbe la capacità del sistema Italia di affrontare la crisi, c’è un’altra considerazione più forte e più immediata.
Oltre che economica la crisi italiana è politica, anzi è forse sopratutto politica.
Mi spiego.
La crisi investe tutto l’Occidente, e forse tutto il mondo.
I dati economici dell’Italia non sono fra i peggiori, anzi.
Ma noi abbiamo una caratteristica tutta particolare: la straordinaria debolezza politica, con un governo debole e una opposizione evanescente.
E’ questo che rende drammatica la nostra situazione.
Se negli altri paesi non si sa che cosa si debba fare per uscire dalla crisi, in Italia nessuno sa chi possa fare qualcosa contro la crisi.
Lo scioglimento anticipato del Parlamento ha dato alla Spagna una ventata di speranza e ha migliorato la sua posizione sui mercati.
Il motivo è chiaro: di fronte a un governo ormai esausto c’è una opposizione pronta a prenderne il posto, con il suo leader, con i suoi uomini, con il suo programma.
Nessuno sa se farà meglio o peggio, ma intanto l’alternativa c’è, è pronta.
E’ questa la grande risorsa della democrazia: la possibilità di cambiare.
In Italia non c’è.
Il governo perde la fiducia dei cittadini ma questi non la rivolgono all’opposizione.
Di qui il senso crescente d angoscia, di sfiducia, che incide pesantemente sull’economia.
Di qui la accusa crescente della gente verso una classe dirigente sempre più definita “casta”, qualcosa di lontano e di estraneo.
Il porcellum, che ha istituito il “parlamento dei nominati”, è uno degli strumenti più forti di chiusura, di immobilismo e quindi di conservazione della “casta”.
E’ il tappo che blocca una pentola che bolle sempre più forte.
Non so se la sua cancellazione avvantaggerebbe qualcuno.
Quello che so è che provocherebbe un ricambio enorme, creerebbe un parlamento di uomini nuovi.
Azzardo una facile previsione.
Dai collegi uninominali uscirebbe un rappresentanza parlamentare quasi completante nuova.
Pochi tra gli attuali parlamentari sarebbero in grado di sottoporsi a un giudizio diretto degli elettori.
La dirigenza politica non ama il nostro referendum e ha tutta l’intenzione di votare per la terza volta con la lista bloccata.
Crede di salvarsi e si condanna invece a una sorte peggiore.
Un parlamento per la terza volta “nominato” sarebbe del tutto screditato e privo di ogni consenso.
Solo un bagno di democrazia, una assemblea di parlamentari scelti uno per uno dai cittadini può rilanciare la classe politica.
Con la sua chiusura questa si sta suicidando.
Ma il dramma non è il suo suicidio, ma la morte della democrazia, se non si cambia legge elettorale.

Mario Segni

Postato da fabio il Thursday, 01 September @ 08:54:30 CEST (984 letture)
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