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Stringiamo un Patto: Verso domani

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Spudoratamente copiato da Beppe Grillo
Verso domani -------- DAL SITO DI BEPPE GRILLO ----------

Se gli Stati Uniti avessero invaso il Messico. Se la Francia avesse occupato l'Algeria. Se l'Australia avesse dichiarato guerra alla Papua Nuova Guinea. Se il Giappone avesse annesso la Manciuria. Se l'Italia tornasse di nuovo in Libia con le cannoniere.Se tutto questo fosse successo nell'anno delle Olimpiadi negli Stati Uniti, in Francia, in Australia, in Giappone, in Italia. Le Olimpiadi si sarebbero tenute lo stesso in questi Paesi? In nome di cosa? Del WTO? Della globalizzazione? Del consumismo?
Il Governo italiano ha calato i pantaloni alla marinara di D'Alema (nessuno pensava che avrebbe fatto diversamente).

L'umanità ha un debito enorme nei confronti del Tibet, della sua cultura, dei suoi abitanti. Lo ha lasciato solo per quasi sessant'anni in nome della realpolitik. Un comportamento semplice da capire. Se sei grosso puoi invadere, distruggere, sterminare.
Se sei piccolo e hai il petrolio, allora sono c...i tuoi. Cecenia docet. Iraq ridocet.


Free Tibet
Postato da Fabio il Tuesday, 01 April @ 14:25:17 CEST (1177 letture)
(Leggi Tutto... | Voto: 0)



Agricoltura sostenibile come un modo di lottare contro il cambiamento climatico
Verso domani Ricevo e pubblico una lettera inviatami da Isabelle Delforge di Via Campesina.

Penso che dovremmo tutti riflettere un po', quindi credo proprio sia il caso di leggerla attentamente.

La traduzione non è perfetta, ma con un po' di buona volontà, si può capire benissimo.

Gradirei commenti.
Postato da Fabio il Friday, 14 December @ 12:46:35 CET (1225 letture)
(Leggi Tutto... | 7465 bytes aggiuntivi | Voto: 0)



S I P A R T E ! ! !
Verso domani Mario Segni di Mario Segni
info@ilpatto.it

Si parte.
La raccolta delle firme per il referendum elettorale inizia il 24 aprile. Non è più una speranza, un'idea: è una iniziativa in atto.
Abbiamo tre mesi per preparare l'organizzazione e altri tre mesi per raccogliere le firme. Se le cose andranno bene il 24 luglio andremo in Cassazione per depositare le firme. Insomma non siamo più ai dibattiti, alle discussioni. La battaglia è iniziata e siamo in campo.

L'ha deciso ieri il Comitato promotore all'unanimità. E l'ha deciso, ti posso assicurare, in un clima di grande determinazione e di grande entusiasmo.

Uno degli interventi più significativi è stato quello di Chiamparino, il sindaco di Torino.
Ha parlato tre minuti, ma ha espresso quella che è un'idea non solo sua, ma di molti. Voi sapete, ha detto, che pur avendo sempre appoggiato gli altri referendum non sono mai entrato nel comitato promotore. Ma questa volta ho voluto esserci, e sin dall'inizio, perchè dobbiamo cancellare la degenerazione più grave della politica italiana, quella del potere di veto e di ricatto dei gruppi e gruppuscoli, nella politica e fuori. Questa è una mala pianta che soffocherà tutto, se non la tagliamo, ed è per questo che sono con voi.

Splendido! Riassume in poche parole la vera motivazione del referendum. Che non tocca solo la legge elettorale, ma va ben oltre le regole, e riguarda il cuore della politica e della vita pubblica. Un ceto politico professionale, cresciuto a dismisura, sta soffocando la pubblica amministrazione, paralizzando la attività politica, moltiplicando i costi.
Questa cancrena è rinvigorita e ingigantita dallo spezzettamento dei partiti, dalla frammentazione, perchè spinge ciascuno a curare solo il suo orticello, a cercare la sua nicchia, a pretendere i suoi piccoli gettoni. Ecco allora la lottizzazione, la moltiplicazione dei posti, il manuale cencelli che ritorna in auge.

Con il referendum alziamo la bandiera contro tutto questo. Non vogliamo solo cambiare la legge elettorale. Vogliamo cambiare la politica.
l'Italia è divisa, frammentata, incapace di trovare una sintesi rispetto agli interessi particolari. La politica deve dare l'esempio. La lotta contro i frazionismi e la spinta verso due grandi partiti, il partito democratico a sinistra e i partito popolare europeo a destra devono diventare il simbolo di una vita pubblica diversa, in cui ci si unisce sui grandi ideali pubblici e non ci si divide sugli egoismi privati.

A questo punto se sei d'accordo aiutaci. Ho già lanciato questo appello e molti di voi hanno risposto. Grazie.
Con ognuno che ha risposto ci metteremo in contatto nelle prossime settimane. Se vuoi partecipare a questa grande avventura, e non hai ancora risposto, fallo ora. Ci sono mille modi per lavorare assieme, e troveremo il più efficace.

Avvieremo tra qualche settimana anche una raccolta pubblica di fondi.
Non abbiamo contributi pubblici, non abbiamo fondi nostri, e la campagna va sostenuta anche economicamente.

Ti accludo i dati bancari del nostro conto corrente, aperto dal tesoriere Natale D'Amico:

c/c n. 9890 intestato a CO.R.EL. 2008 presso BNL, ag. Senato, Piazza Madama, 00186 Roma; ABI 01005; CAB 03373.

Le battaglie politiche hanno bisogno anche di questo.

In ogni caso rispondimi, se puoi. Abbiamo bisogno di idee, di suggerimenti, anche di critiche perchè un mucchio di volte sbagliamo. Qualunque messaggio è il benvenuto

Mario Segni
Postato da Fabio il Wednesday, 31 January @ 08:58:21 CET (1050 letture)
(Leggi Tutto... | Voto: 0)



Politica: Guardare avanti.
Verso domani L’imperativo per questo 2006 è guardare oltre, andare avanti, svegliarsi dal torpore che ha avvolto l’attività nel 2005 appena trascorso. No, non è stato un anno facile quello appena passato.
Abbiamo dovuto somatizzare l’ennesima sconfitta, abbiamo dovuto realizzare che siamo ancora una volta con il Professore fuori dalle istituzioni rappresentative, ancora una volta ai piedi della montagna e ancora una volta con pochi strumenti da utilizzare per la risalita.
Ma abbiamo qualcosa di grande che nessuno può toglierci e che non può venire meno proprio ora: la consapevolezza di essere per molti versi antesignani dei tempi, la certezza che molto di ciò che crediamo, per il quale combattiamo fin dall’epoca dei popolari per la riforma ormai 14 anni fa, non sia un’utopia o una chimera ma una reale esigenza alla quale dare spazio.
E’ difficile ricominciare, richiede coraggio, richiede fermezza, ma non mi sembra siano doti che manchino ai pattisti. Siamo una razza strana, siamo quelli che fanno politica con il cuore e la passione senza ottenere nulla per il solo scopo di essere di utilità alla comunità.
Penso questa sia una cosa innegabile: nessuno di noi, né oggi né in passato, ha mai ottenuto alcunché dal proprio impegno. Non possiamo essere tacciati di fare politica per averne in cambio onore o denaro. Non ne abbiamo mai avuti nonostante sia capitato in più di un’occasione di “avere ragione”. Eppure questa è la cosa bella ed affascinante di chi ci segue, dei membri della nostra piccola famiglia. Non che si manchi di ambizione. Anzi. Quella non manca certo, tutt’altro l’obiettivo è incidere e per incidere bisogna esserci e quindi anche partecipare alle competizioni elettorali. Certo ma dove si schiera una forza come la nostra? Quale deve essere la nostra collocazione? Non ho la pretesa di avere la soluzione ad un quesito annoso e difficile, il vero motivo per il quale anche nel 2005 siamo rimasti alla finestra senza prendere posizione né per gli uni né per gli altri, e per il quale rimaniamo ad osservare quanto accade ora a meno di quindici giorni dallo scioglimento delle camere e con i partiti già in moto nel gioco di alleanze e cartelli elettorali. Ripartire dal progetto politico, da quelle linee guida che ci siamo dati meno di due anni fa, da quell’idea di un centro riformatore, liberaldemocratico, che è stato il nostro faro fin dall’inizio per trovare anche nel nuovo quadro una nostra collocazione che ci consenta di avere voce nella costruzione di un nuovo sistema Paese in grado di rispondere alle esigenze di una moderna società globalizzata. Forse l’unico suggerimento che mi sento in grado di dare è di essere meno snob e aprirci maggiormente al dialogo con gli altri. Personalmente ritengo che le nostre idee non siano “sole”. Molti altri si richiamano ai nostri stessi valori. Forse con meno convinzione, forse un po’ più pronti al compromesso, ma nel contempo fermi nel non abiurare le proprie convinzioni. Ed allora cerchiamo compagni di strada con i quali poterci confrontare, con i quali trovare una via comune nel bene e nell’interesse di tutti.
Ho un’unica preghiera da fare. Cominciamo l’anno con un impegno: trovarci tutti al più presto a Roma e mettere a punto la strategia. Dalla pagina di questo sito esorto quindi a venire a trovarci in maxi chat. Già questa mattina si dibatteva infatti se trovarsi a Roma il 14 o il 21 gennaio prossimi in modo da dar il via alla “campagna d’inverno”. Anche perché, e non lo nascondo, visto che con molti ne ho già parlato io qualche idea l’avrei, come pure qualche carta da giocarci ma mi piace pensare che essendo una famiglia le decisioni le si assuma tutti insieme.
Postato da dolla il Monday, 09 January @ 16:42:20 CET (1425 letture)
(Leggi Tutto... | Politica | Voto: 0)



Giovani e politica: Generazioni a confronto tra I° e II° Repubblica.
Verso domani Si terrà a Roma venerdì 10 dicembre 2004 dalle ore 16.00 alle ore 19.30 presso la Biblioteca della Camera dei Deputati, il Convegno organizzato da Progetto Giovani Liberaldemocratici: “Giovani e politica: Generazioni a confronto tra I° e II° Repubblica”.
Postato da Fabio il Friday, 26 November @ 11:24:26 CET (1236 letture)
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