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| JONATHAN SWIFT “L’ARTE DELLA MENZOGNA POLITICA” |
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LETTURE
JONATHAN SWIFT “L’ARTE DELLA MENZOGNA POLITICA” BUR Rizzoli, Milano 2010
RIESCE A FARE DI UN MORO UN BIANCO
“La superiorità del suo genio consiste in un fondo inesauribile di menzogne politiche che dissemina copiosamente ogni qualvolta apre bocca e che, con una generosità senza precedenti, dimentica nella mezzora che segue, contraddicendosi.” Sembra il ritratto di qualche politico contemporaneo, ma Jonathan Swift scrisse queste parole nel 1710.
Geni di tal fatta, specialisti nell’arte della menzogna politica, vi sono sempre stati. Il diavolo, dice Swift, è il padre della menzogna ma i moderni hanno introdotto in questa arte grandi innovazioni.
Il genio che coltiva l’arte della menzogna politica “non si è mai chiesto se un’affermazione fosse vera o falsa ma solo se fosse opportuno affermarla o negarla a seconda della circostanza e del suo interlocutore; se pensate quindi di ragionare sulle sue asserzioni cercando di interpretarle, giacché vi pare vero il contrario, dovrete riflettere a lungo e ne uscirete sconfitti; che gli crediate o no, l’unico rimedio è di supporre di aver udito suoni inarticolati e privi di significato.”
Sembrano sufficienti queste citazioni per invogliare a leggere questo libretto di saggi d’occasione. Giuliano Ferrara, che ha redatto la prefazione, afferma che sarà di grande aiuto al “benessere della mente”: almeno per me, posso confermarlo.
“Come l’infimo scrittore ha un pubblico di lettori, così il più grande dei bugiardi ha un pubblico di creduloni”
Ma allora la democrazia si basa sui creduloni? Per questo è necessaria una forte iniezione di liberalismo nel sistema democratico. I pesi e i contrappesi servono anche a limitare il potere di questi geni ed evitare che facciano troppi danni. (bl)
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Postato da Fabio il Wednesday, 04 August @ 08:13:28 CEST (14 letture)(Leggi Tutto... | Voto: 0) |
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| GIORGIO COSMACINI "TESTAMENTO BIOLOGICO" Il Mulino, Bologna 2010 |
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Domenica 7 febbraio il supplemento culturale de "Il Sole 24 Ore" segnalava, con la recensione a firma Gilberto Corbellino, questo utile libretto che porta il sottotitolo "Idee ed esperienze per una morte giusta" Campeggiava sulla pagina del quotidiano la vignetta pubblicata da "Le Monde" nel 2006, in occasione della morte di Pierluigi Welby, intitolata semplicemente "Pietà". Infatti un Cristo pietoso raccoglie il povero corpo di Welby finalmente liberato dai marchingegni (cannule, ventilatori, etcc.) che lo condannavano ad una vita che non riteneva dignitosa.
Nella pagina conclusiva del libretto che oggi segnaliamo (anzi nella "non conclusione", come l'autore intitola l'epilogo) si legge "Una legge limitativa, restrittiva, che conculca la validità di un testamento liberamente sottoscritto da persona dotata di piena capacità in vista di una futura incapacità, oltre a contraddire molti valori, ignora il dibattito scientifico, disattende l'appello degli addetti alle cure, non ascolta le sofferenze dei familiari, sposa una incultura che ha la presunzione di possedere il monopolio dei principi etici e religiosi".
E' un giudizio severo che l'autore esprime sulla proposta di legge, sul testamento biologico, recante la firma del senatore del Popolo delle Libertà Raffaele Calabrò e approvato dal Senato il 26 marzo dello scorso anno. Giorgio Cosmacini è un medico, oltre ad essere uno storico e un filosofo della medicina, che insegna Storia del pensiero medico nell'Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano. Non si tratta, perciò, di un sovversivo.
In cosa consiste la proposta del Senatore Calabrò? Si "prevede che il testamento biologico, da depositarsi in un registro notarile, non sia vincolante per il medico e che l'idratazione e la nutrizione artificiali siano considerate forme di sostegno vitale, non trattamenti sanitari, e pertanto non possono in alcun modo venire interrotte."
E questo giustificherebbe il giudizio negativo prima riportato? "La 'cultura del divieto' in Italia - afferma Cosmacini - (è) assai forte, come penalizza la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali umane ., così penalizza, all'altro estremo del vivere, le 'direttive anticipate' di trattamento nella forma in cui sono variamente ammesse negli Stati Uniti, in Canada e nell'Europa nordoccidentale, Regno Unito, Francia, Belgio, Paesi Bassi. In questi paesi il testamento biologico è una prassi consolidata e l'idratazione e la nutrizione artificiali sono considerati trattamenti sanitari, terapie di stretta competenza medica."
Ma cosa è il testamento biologico? "Il testamento esprime il diritto costituzionale del cittadino di rivendicare il rispetto della propria volontà, dichiarata anticipatamente nell'eventualità di non poterlo fare nel tempo del morire, di non essere sottoposto a trattamenti che si configurano, a suo avviso, come atti di accanimento terapeutico."
Ho definito utile il libretto perché chiarisce i termini della discussione sul testamento biologico il che contribuisce a spiegare che coloro che nutrono la ferma convinzione della sacralità e della inviolabilità della vita perché dono di Dio, non sono gli unici depositari dell'etica. (bl)
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| SI': IL POSSIBILE CONTRO IL PROBABILE |
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Ci siamo.
Ormai manca poco meno di una settimana ai referendum promossi dal comitato Guzzetta-Segni nei confronti della legge elettorale denominata dagli stessi inventori "porcata".
E' probabile che un'altra occasione per rimettere in movimento la situazione politica venga persa. E' probabile che anche stavolta non si riesca a dare una spinta decisa verso il superamento di questa eterna transizione alla II repubblica. E' probabile perché l'ostacolo del quorum è difficilmente superabile nel momento in cui alla crisi dell'istituto referendario, innescata da chi detiene il potere, si aggiunge la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni politiche, sfiducia che non distingue tra chi detiene il potere e chi lo sfida.
Il corpo elettorale ammonta a circa 50.342.000 di persone, per cui il quorum significa raggiungere almeno 25.171.000 elettori, ossia appena 5.457.000 meno di quelli che si sono recati a votare alle elezioni europee della settimana scorsa.
La dura realtà dei numeri rende improbabile il raggiungimento del quorum e, quindi, la vanificazione dei referendum.
Siamo soliti scommettere il possibile contro il probabile: è il destino degli antagonisti. Sotto agli occhi abbiamo l'esempio delle recenti elezioni iraniane ove vi è stata una grossa affluenza alle urne dopo la diserzione avvenuta alle precedenti consultazioni. La diserzione era dovuta alla volontà di delegittimare il regime di Teheran, mentre la grande affluenza voleva trasformare la delegittimazione verso il vecchio regime nella legittimazione dell'alternativa. In Iran vi è un certo Ahmadinejad che ha saputo dare coscienza politica ai propri avversari. In Italia gli avversari di coloro che detengono il potere sembrano affetti da assenza di coscienza politica.
Nonostante questo abbiamo il dovere di ricordare che l'iniziativa referendaria è un piccolo passo nella direzione giusta, è quel piccolo passo che la giurisprudenza della Corte Costituzionale ha permesso. Lamentarsi dicendo che in realtà il referendum non apre la strada al sistema elettorale bipartitico "amerikano" significa sostenere un'argomentazione sleale perché si sa benissimo che questo non si sarebbe potuto aspettare dall'esito referendario.
Quello che ci si può aspettare da questi referendum, invece, è 1) l'unica azione politica concreta messa in opera contro una legge elettorale denominata "porcata" dagli stessi ideatori; 2) la notevole riduzione, se non addirittura l'azzeramento, del valore del potenziale coalizionale da parte della Lega Nord, Italia dei Valori, dell'Unione di Centro e degli altri nano-partiti, oggi non presenti in Parlamento; 3) l'altrettanta riduzione del potere dell'oligarchia dei notabili nel designare i "nominandi". E' poco? Si, è poco, ma è meglio di niente.
(bl)
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Il 13 maggio 1974 i cittadini italiani hanno difeso la legge sul divorzio che il Parlamento aveva realizzato contro le componenti più conservatrici del regime.
In questi giorni, con amarezza, constato che alcuni protagonisti di quella battaglia civile, sono schierati nella difesa della legge elettorale denominata "porcellum", prodotta dalle componenti più conservatrici del regime.
Non comprendere la differenza di significato tra il NO al tempo del 1974 e il NO nel 2009 denota la mutazione genetica causata da quasi un decennio di ospitalità ottenuta dal regime.
Anche questo è un frutto avvelenato della Rosa nel Pugno.
Beppi Lamedica
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Nella conferenza odierna (22 aprile) dei capigruppo al Senato si è giunti all'accordo sulla data di svolgimento dei referendum elettorali, mediante la proposizione di un disegno di legge. Si è deciso di farli svolgere il 21 di giugno.
La legge che regola il referendum abrogativo, previsto dall'art. 75 della Costituzione, prevede che il Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, indìce con decreto il referendum, fissando la data di convocazione degli elettori in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. (1° comma art. 34 Legge 25 maggio 1970, n. 352).
Quindi la conferenza dei capigruppo al Senato è servito a proporre un percorso per rendere legale quello che è, allo stato, illegale.
E dire che si era in tempo a farli svolgere il 7 giugno, in concomitanza con le elezioni europee! Non solo si sarebbero risparmiati quattrini, sempre tanto utili, ma si sarebbe reso un servizio ai cittadini che avrebbero potuto votare (o non votare) nello stesso giorno, senza gravarli di un altro impegno.
Ora non è più possibile se si vuole, ipocritamente, rispettare la durata della campagna referendaria.
Aggiustare le cose ex post non ci sembra un buon metodo, anzi il fatto di non aver proposto un disegno di legge che avrebbe permesso lo svolgimento del referendum il 7 giugno, abbreviando i tempi della campagna elettorale, prova inequivocabilmente la volontà di far svolgere i referendum nel modo meno agevole possibile. Ossia si è preferito legalizzare una data illegale piuttosto che permettere lo svolgimento dei referendum in una data legale.
Risparmiateci, per favore, lamentazioni ipocrite come quelle della Finocchiaro che si sarebbe dispiaciuta del rinvio!
Ma in questi comportamenti non potrebbe ravvisarsi il reato di attentato ai diritti politici dei cittadini? Ma quanti sono i responsabili di questa situazione ? Sono sicuramente più di due. Non è configurabile, quindi, anche l'associazione a delinquere?
Inoltre si vocifera che vorrebbero far approvare questa legge di legalizzazione della posticipazione, oltre il 15 giugno, dei referendum elettorali addirittura in commissione, senza alcun dibattito parlamentare.
Questa è la fotografia di un regime che non è una democrazia liberale! (bl)
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Postato da Fabio il Wednesday, 22 April @ 23:20:36 CEST (226 letture)(Leggi Tutto... | Voto: 0) |
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